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bolinarossa
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ADERISCO A:

IO, NAZISTA

FILO OLANDESE








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Angolodibolina ricorda questi anniversari:


13 marzo 1974

20 giugno 1976

8 luglio 1978

4 agosto 1983

14 febbraio 1984
 

 14 giugno 1987

 8 novembre 1987

17 novembre 2005
 




20 dicembre 2006






MEMOSERINA VIRTUALE: 













LIVING WITH WAR

Neil Young





Angolodibolina  non ha requisito alcuno (neppure il carattere di periodico) per essere considerato un prodotto editoriale ai sensi della Legge 7 marzo 2001 n. 62. Gli aggiornamenti vengono eseguiti secondo disponibilità di bolinarossa secondo il concetto che il prof. Socglio chiamava 'ad minchiam'.

 
13 marzo 2009

Avanziamo per gradi!

Non ricordo, da quando è nata questa puttana di Seconda Repubblica, si sia mai verificato quel che è avvenuto ieri: maggioranza ed opposizione a dire - contestualmente - due straordinarie verità.

a) Il centrodestra è guidato da un clericofascista
b) Il centrosinistra è guidato da un cattocomunista

Insomma, lo stracazzo di risultato che abbiamo ottenuto nel dover scegliere fra il meno peggio di due è che possiamo scegliere fra un fascista ed un comunista, tenendoci sul culo sempre il fatto che, chiunque tu scelga,  sarà inginocchiato davanti al prepotente tiranno del Vaticano.

Qui dobbiamo progredire per gradi.

Propongo di trovare un fascista ed un comunista entrambe laici.

E poi iniziare a tirare la monetina.

Sarebbe già un progresso mica da niente!




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20 febbraio 2009

Appunti di viaggio

Sembrerebbe che

- i compagni del ex PCI, ex PdS, ex DS, excompagni_tiseisalvato_oseientratoinbancapuretu stiano decidendo di morire democristiani. Auguri e tanti bambini (che una volta mangiavano)

- ci potrebbe essere un segretario debole di transizione (‘MA ANCHE’ no). Se sì, ho la sensazione che non sarà uguale a quel ‘debole segretario di transizione’ che il 16 luglio 1976 venne eletto al Midas dal partito che non c’è più. Voi direte ‘meno male!’, io dico ‘stracazzo!’

- alle prossime europee l’Italia si distinguerà per non avere nessun deputato socialista.

- Parisi, Letta, Franceschini … manca solo Mario Adinolfi e per fare ‘i quattro del porcoddio’

- Io debba tifare per quei margheriti che vogliono unirsi a Casini: per piacere tiratevi dietro la Binetti e soci!

- Il ‘meglio morti che Rutelli’ potrebbe essere un buon punto di partenza.

- Dopo aver usucapito alla sinistra il garantismo, le libdestre si accingano ad usucapirle le nazionalizzazioni. Astaminchia!

- Noi laici e liberalsocialisti abbiamo trovato il nostro leader. Gianfranco Fini (bah!)

p.s. caro Scajola, prima Biagi poi la Marcegaglia. Lei trova sempre sulla strada dei Suoi coglioni uno che glieli rompe, neh?




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23 settembre 2008

Ex compagni, avanti il Gran Partito ....

Secondo l’ex compagno ora professor Massimo Teodori (LaSette, TG, ore 20.00, 22/9/08) l’operazione liberisticida di Bush di intervenire a supporto dei poveri cristi che si trovano nella cacca per il crack di usurai legalizzati sarebbe non già frutto del suo disinteresse, non essendo rieleggibile, a continuare a compiacere alle mafie monopo-liberiste (liberiste per gli altri settori e monopoliste per il proprio) del capitalismo selvaggio, bensì frutto di un sacrosanto diritto derivategli dalla sua incontrovertibile fede liberista.

Insomma, secondo il vecchio concetto comunista, Teodori lancia per il suo pupillo dàbliu il famoso ‘c’è chi può e chi non puo: io può’

Ateodo’, ma vaffanculo, va’




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9 agosto 2008

Cose turche

RE LA RE LA
LA
Signor giudice le stelle sono chiare
MI LA
per chi le può vedere magari stando al mare
signor giudice chissà chissà che sole
MI LA
si copra per favore che le può fare male




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26 aprile 2008

La posta di bolì

Caro bolì,
          come - purtroppo - ampiamente temuto e previsto, alle mie ultime e-mail ho ricevuto una marea di risposte esacerbate, di insulti (venduti, traditori, assassini della storia radicale, vecchio, coglione, logorroico, ridacci Capezzone, etc.) con 136 richieste di cancellazione dalla nostra mailing list, che subito effettueremo. Potremo tutte e tutti prenderne conoscenza perché, come abbiamo sempre fatto, quanto prima pubblicheremo i messaggi suddetti integralmente (fatte salve le firme), assieme a tutti gli altri.
           A occhio si tratta di un buon 15-20% delle risposte totali. È il prezzo che avevo, come sapete, ben previsto per l’assenza di democrazia, di informazione, di conoscenza di quel che continuiamo a tentare e a fare. Nei confronti di queste reazioni, di questo dolore e di queste sofferenze, che avevo previsto come inevitabili ma non a scongiurare, vorrei poter chiedere a tutte e tutti di scusarmi, di perdonarmi. Ho detto e ripetuto che un’alternativa a questa situazione c’era: ed era nell’abbandonare la partita, non accettare di pagare e far pagare il costo sempre più crudele del continuare, del non sospenderla almeno. Non ce la siamo sentita, non me la sono sentita. Eravamo, ero certo della qualità e del valore delle scelte che andavamo compiendo come risposta ad una situazione di gravità senza precedenti.
           Certo, a volte ti dici che non puoi continuare a ubbidire al dovere di assumerti dolorose responsabilità, esistenzialmente intollerabili per molti di noi, nelle condizioni nelle quali la realtà italiana (e non solo) ci veniva imponendo come alternativa alla sconfitta, come rischio, moralmente e ragionevolmente cogente, di impresa.
           Ci incontreremo ora a Chianciano come avevamo previsto di fare ben prima delle votazioni del 13-14 aprile, certi che la posta in gioco sarebbe finalmente apparsa chiaramente agli occhi di tutti. Noi, la galassia radicale, ci saremo anche in quanto tale. Tredici dei quindici partiti che si erano presentati con propri candidati alla “Presidenza del Consiglio”, sotto una forma o l’altra, non sono più presenti nelle istituzioni, avendo dilapidato i milioni di voti dei quali erano accreditati, che ritenevano di “avere”. Tutte le organizzazioni politiche preesistenti, dalla Casa della Libertà all’Unione, in quanto tali sono scomparse, tranne l’UDC, il PD e il PdL, nuove trovate dall’incerto futuro, malgrado le apparenze.
           Noi, Radicali, di nuovo ci siamo, ci saremo. Al nostro appuntamento dal 2 al 4 maggio a Chianciano, stanno rispondendo in molti in segno di rispetto e di amicizia, dei quali siamo loro grati.
           Verrà con una decisione straordinaria che ha sorpreso molti, anche fra di noi, Romano PRODI. Vi elenco per ordine alfabetico la maggior parte di coloro che già ci hanno assicurato la loro partecipazione: Khaled Fouad ALLAM, Roberto BARBIERI, Marco BOATO, Lia BRIGANTI, Gian Domenico CAIAZZA, Alfonso CELOTTO, Daniela COLOMBO, Cinzia DATO, Biagio DE GIOVANNI, Roberto DEFEZ, Elettra DEIANA, Mauro DEL BUE, Giuseppe DI FEDERICO , Pietro FOLENA, Carlo FLAMIGNI, Grazia FRANCESCATO, Benedetto GAETANO, Luca GIANAROLI, Roberto GIACHETTI, Giuseppe GIULIETTI, Fulco LANCHESTER, Luigi MANCONI, Ignazio MARINO, Rolando NANNICINI, Fabio PAMMOLLI, Mario PATRONO, Tommaso PELLEGRINO, Paolo PILLITTERI, Geppi RIPPA, Aldo Loris ROSSI, Cesare SALVI, Sergio SEGIO, Piergiorgio STRATA. Malgrado la censura assoluta applicata al solito a questa nostra iniziativa, potete giudicare il valore di ciascuna e di tutte queste dec! isioni.
           Solo martedì prossimo, dopo l’esito dei ballottaggi, siamo assicurati di una buona informazione della stampa, e fors’anche delle televisioni. Mentre scrivo queste righe Emma ha ricevuto da parte di Tremonti l’impegno di fare il possibile per poter mutare la sua agenda, e di intervenire anche lui. Ne saremmo evidentemente lieti e grati.
           Le prenotazioni da parte delle compagne e dei compagni radicali sono per ora poche. Ma, viste le condizioni che saranno garantite ai partecipanti all’Assemblea dei Mille, v’è il rischio che si esauriscano poi, d’un tratto, rapidamente, le disponibilità che abbiamo potuto ottenere e offrire. Mi auguro che in molti cambierete i programmi già fatti in questo progetto di ritrovarci, proprio noi, quasi solo noi, rincuorati, e tornando ad essere speranza per tutti, quando avevamo noi per primi cessato o disperato di averne, di averla.
           Parleremo di tutto: di Rosa nel Pugno, di Rivoluzione liberale, di Riforma laica socialista liberale radicale nonviolenta federalista. Di Tibet, di Dalai Lama.
           Torno ad assicurarti che un solo impegno prendo e mantengo, sto mantenendo: leggerò personalmente, notte e giorno, con precedenza quasi assoluta, i cenni di risposta che mi giungeranno, che vorrai anche tu inviarmi. Non risponderò, invece, per impossibilità, a nessuno. A presto, ciao, forza, a tutti e tutte compagni e compagne di qualsiasi storia e militanza e affetti con i quali, da veri compagni, vivremo dal 2 al 4 maggio, insieme.    
         
              Marco

Per rispondermi: pannella@radicali.it


Caro Marco,
sono quarant’anni che ti conosco e da quarant’anni tu dichiari di aver ampiamente temuto e preveduto le conseguenze delle tue minchiate. A me rimane il quesito ‘allora perché le fai?’
No, io non ho chiesto di essere cancellato dalla mailing list, mi interessa leggere ed essere informato in diretta da te/voi (così non si potrà da parte tua sostenere che definisco minchiate le tue azioni in quanto disinformato dalla disinformazione di regime).
Né sono io a doverti scusare e perdonare, bensì la storia ed i padri del liberalsocialismo che tu, una volta di più, hai dato in pasto al porco dopo aver avuto lo sprazzo di genio nel provare a mantenere in vita.
Che voi radicali di nuovo ci siate non me ne frega nulla.
Perché esserci così come ci siete e peggio che non essere.
I nove parlamentari di area radicale sono stati inconfutabilmente eletti da cittadini per lo più non socialisti, non liberali, non laici, non radicali.
Sono stati eletti, in realtà, da Bettini su istruzioni di Veltroni e, in proporzione di almeno un terzo, dal crollo della sinistra antagonista.
Mi cojoni, che figata!
Starò a guardare quello che faranno, quei sei più tre poveretti ospiti in casa altrui, quanto dovranno tener alzata la manina per poter chiedere di andare al cesso, quanto dovranno giurare che, facendo pipì, non commetteranno ‘atti impuri’.
Guarderò leggendo la vostra mailing list, avendo le notizie dalla fonte e non dai fascisti velinari della corporazione dei giornalisti di regime.
Certo è un fatto: verso di te ho un momento di astio profondo, quasi pari a quello che maturai quando spostasti i radicali a destra costruendo l’incubatore che diede la vita ai tradimenti di Taradash e Mellini, diede ossigeno a Della Vedova e Calderisi, forgiò i Capezzoniani malagodiani in casa nostra (nata in contrasto con il malagodismo).
Ce l’ho perché sei stato pronto a quello che tu chiami dolorose responsabilità nella gang bang con i post cattocomunisti, mentre sei stato assolutamente inamovibile innanzi a ben più piccoli sacrifici che la vita della Rosa nel Pugno ti richiedeva.
Il risultato è davvero straordinario: le idee di Carlo e Nello Rosselli, nel Parlamento Italiano, non sono rappresentate con un gruppo, ancorché minimo, di parlamentari autonomi ed autonomisti, il liberalsocialismo non viene neppure più usurpato da ex comunisti sedicenti pentiti perché sarebbe ostacolo alle copule nel PD, semplicemente il liberalsocialismo è extraparlamentare senza la dignità di esserlo dopo una battaglia elettorale.
Mi cojoni (o, se preferisci, sticazzi!)
Ti auguro ora di convincere Veltroni a consentire la tua candidatura per le europee, magari mettendoti in lista come Giacinto Pannella per cercare di non far sapere agli elettori che sei tu (perché non l’hai capito? Non sei presentabile!).
Già il fatto che il prof. Prodi venga a Chianciano è (per te) un buon segnale.
Io, per quanto mi riguarda, ho ripreso la strada di metà anni Novanta: abitò lassù, fra i ruderi della residenza garofanorosso e guardo con la più assoluta atarassia quello che fate per demolire quel che resta (quasi nulla); intanto ogni mattina concimo e bagno quel cespuglio di fiori rossi che sono più un ricordo che una speranza.
Non chiedermi di scendere per unirmi a te. Un sorriso di pietoso incoraggiamento potrò riservarlo solo a chi cercherà di riprendere in pugno una rosa o un garofano strettamente rossi e di parlare di autonomismo del socialismo liberale, di laicità, di scuola pubblica-pubblica-pubblica, di merito e bisogno. Agli altri solo sberleffi.
Pensa, Marco, mi state facendo parlare come Beppe Grillo per il quale nutro lo stesso affetto che riservo agli onesti intercettatori con passaporto falso della pedata.
Prendervi per il culo sarà l’unica cosa che mi resta.
Ciao.

p.s. invita Emma a salutarmi (poco) distintamente la sua collega di gruppo parlamentare Paola Binetti.




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9 dicembre 2007

Buon Compleanno

10 dicembre 1955

Buon compleanno, vecchio, amato Partito Radicale (che non c'è più)!

    .




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18 novembre 2007

Ingrossamenti diversi

Da piccola ero una bimba talmente piatta da arrivare a pregare per avere un bel po' di misure in più. Durante un viaggio in Messico, io e mia madre entrammo in una chiesa cattolica e io pregai perché accadesse un miracolo, bagnai le mani nell'acquasantiera e chiesi più seno.

Ecco scoperto il mistero delle tette più ammirate del momento.

La chiesa cattolica ha questo potere: ad accedervi si ingrossa qualcosa.

A me, che ci son stato di recente per un funerale, mi si sono immediatamente ingrossati i coglioni: due coglioni così .....      .




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17 novembre 2007

Figli (ovvero la iattura)

Dunque la Fondazione Bettino Craxi partecipa alla redazione dello Statuto del Partito delle Libertà, la copia tricolore di quel partito iuesei che espresse le candidature Reegan, Giorgione Bush ed il suo rampollo Dàbliu.
 
E' come se un'ipotetica Fondazione Pannunzio partecipasse al comitato per il no all'abrogazione del Concordato.

Questo perchè, lo ricordo ai bisognosi di memoserina ovvero agli imbibiti dalla disinformazione del revisionismo di regime, la mèta mitterandiana di Bettino Craxi era l'unità della sinistra (dopo aver fatto crollare la pre-potente egemonia comunista) sino al punto di far cambiare nome al suo partito in 'Unità Socialista' addirittura prima che quell'egemonia fosse finita.

Poichè la Fondazione Bettino Craxi è in mano alla sua rampolla Stefania, sono convinto che:
a) Bettino, girandosi e rigirandosi nella tomba, si chiede perchè cazzo - all'inizio del 1960 - non ha usato il preservativo o 'la retro';

b) sono un grandissimo figo nella scelta di non generare eredi.

Perchè i figli sono davvero c(r)axi amari!
 




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10 novembre 2007

Lettera ad una donna morta prima di morire

Vorrei sapere a che cosa è servito
vivere, amare, soffrire,
spendere tutti i tuoi giorni passati
se così presto hai dovuto partire,
se presto hai dovuto partire...

Voglio però ricordarti com'eri,
pensare che ancora vivi,
voglio pensare che ancora mi ascolti
e che come allora sorridi
e che come allora sorridi...


 


Cara amica e compagna
sono passati trentadue anni.

Era il 10 novembre 1975 che ci conoscemmo a Firenze, io ventenne liberalsocialista  rosselliano dalla punta dell'aluce (sinistro) alla cima del capello più lungo, Tu sedicente socialista nauseata dal PSI dei demartiniani, un PSI incapace di lanciare la sua sfida per la guida di una nuova sinistra: laica, libertaria ed in tanto antimarxista in quanto liberale.

Te lo confesso: mi innamorai di Te, il cuore mi batteva forte quando - dietro a qualche tavolino del Partito Radicale, per raccogliere qualche lira di finanziamento, per consegnare qualche pubblicazione, per ricevere qualche firma di adesione - i nostri corpi si sfioravano e non posso nascondere che continua a battere forte ogniqualvolta ricordo quel bacio lieve che mi desti sulle labbra la sera del 21 giugno 1976, quando fu ufficiale: il partito che stringeva una rosa rossa nel pugno entrava in Parlamento con quattro deputati.

Ho la presunzione di credere che pure io fossi per Te qualcosa di più di un semplice compagno di comune lotta politica: me lo diceva il Tuo sguardo intenso quando, a quel tavolino de Le Giubbe Rosse, fissavi le mie labbra che parlavano ai Tuoi occhi.

Ma eri la compagna di Alessandro Panagulis, lo eri anche dopo la sua tragica morte ed Alekos era, per noi liberalsocialisti, il nostro Che Guevara; mai avrei potuto toccare la sua compagna.

Poi all'improvviso moristi.

No, non era il 15 settembre 2006, era molto prima.

Il 15 settembre 2006 morì un'altra Oriana, a Te simile solo di corpo e voce.

La 'mia' Oriana, morta ben prima, era questa.

Trentadue anni dopo un altro bacio, Oriana.

bolì




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7 luglio 2007

Il Network siamo noi!

'NOI' chi?



(tratto da 'commenti' a '13 cantieri per ...'
http://www.decidere.net)




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